La terapia psicologica on line è efficace ?

Anche il mio studio di Torino http://natalipsicologatorino.it, durante il periodo del lockdown, ha dovuto “riorganizzarsi”.

Da questa “avventura” tutti (anche noi terapeuti) abbiamo avuto la possibilità di scegliere: o soccombere o apprendere. Ovviamente io ho deciso di imparare.

Ho superato una mia errata convinzione:

Terapie online:GIAMMAI”.Ora invece, quando mi chiama un nuovo paziente, sono io la prima a chiedere se preferisce svolgere la seduta online (se il caso lo richiede ovviamente). 

D’altro canto non era pensabile lasciare i pazienti in studio a marzo e ritrovarli come se nulla fosse a giugno. Così il lavoro è passato (quasi) tutto su piattaforma digitale con ottimi risultati.

Allora “parliamone”.

Dal 2017 ( quindi in tempi non sospetti) il nostro Ordine Nazionale ha regolamentato le terapie online attraverso “linee guida per le prestazioni psicologiche a distanza”. Esistono cioè modalità da seguire per permettere il mantenimento dei capisaldi di qualsiasi rapporto terapeutico:riservatezza e competenza.

Come funziona?Semplice:

  • Si telefona al professionista scelto;
  • Si chiede se pratica terapia on-line;
  • Si prende appuntamento;
  • Ci si “presenta” alla seduta;
  • Si paga.

Siete perplessi?

Lo ero anche io. Pensavo non fosse così efficace per molti motivi (comunicazione non verbale sottovalutata, mancanza del rapporto “di persona”, minore investimento emotivo da parte del paziente). Invece nulla di tutto questo. Vediamo perchè:

  • Il setting. Vanno sotto questo nome una serie di norme che “regolano” il rapporto terapeuta- paziente. Alcuni esempi: rispetto degli orari e del pagamento delle sedute, spazio fisico all’interno del quale esse avvengono (non tutti i terapeuti hanno gli stessi studi:molto dipende non solo dall’orientamento utilizzato dal professionista ma anche dalla sua personalità e dai suoi “gusti” nella scelta degli arredi e dei colori delle pareti; anche questo è parte integrante della terapia), lo spazio mentale dedicato alla terapia etc.

Allora come la mettiamo con l’on line? Molti terapeuti (tra i quali la sottoscritta quando gli appuntamenti lo consentono) svolgono comunque le sedute on line dallo studio. E sempre comunque la riservatezza è a dir poco sacra.

Anche il luogo dal quale il paziente crea il collegamento ci dice qualcosa di lui (soprattutto per un sistemico; ricordo che uno dei grandi padri del mio orientamento, Salvador Minuchin, pranzava con le famiglie dei suoi pazienti) che agevola il percorso terapeutico.

  • Il “non verbale”. Inutile dire che sempre il “faccia a faccia” è preferibile ma gli aspetti di “comunicazione non verbale (espressione, prossemica, prosodia dell’eloquio etc) sono fatti salvi (a volte anche di più )anche nella consulenza on-line. Il valore e la professionalità del terapeuta, la sua partecipazione alle vicende di umana sofferenza che sono dall’altra parte dello schermo, la concentrazione nell’ascolto sono le stesse che in presenza (anzi a volte anche di più).

Dall’altra parte dello schermo vi è sempre un professionista che non modifica ne’ la sua competenza ne’ la sua professionalità; per questo non c’è lo “sconto” nelle terapie su Skype: non sarebbe corretto per il paziente.

Sarebbe come dire:”Allora visto che non sei qui davanti a me, in presenza, ci metto meno impegno”  e neppure per il terapeuta, che appunto l’impegno ce lo mette eccome!

  • I Vantaggi. La terapia è come la vita:mentre si sta svolgendo accadono delle “cose” come ad es. proposte di lavoro con orari differenti, trasferimenti in altre città /Paesi. Quindi il  vantaggio consiste nel non dover interrompere un percorso terapeutico che stava andando bene solo perché non ci si può vedere in presenza.

Oppure vi sono terapeuti con particolari competenze che abitano solo in certe città (Torino e il contatto arriva dalla Puglia, Roma e si vive a Bolzano etc,), quindi perché rinunciare solo per distanze fisiche? Io ad es. lavoro con musicisti che soffrono di ansia da palco ANSIA DA PALCOSCENICO

Un musicista per sua natura non è “stanziale” e quindi il vedersi in rete può agevolare di molto gli spostamenti che in questo caso si azzerano con vantaggi pratici (anche per entrambi ).

  • Per chi non è indicata. Va bene per tutti se non per alcune eccezioni: ad es. la terapia di coppia sarebbe meglio sempre svolgerla di persona per molti motivi sui quali non vi tedio.http://terapia di coppia

Ma visto che amo le eccezioni dico anche che mi è capitato di lavorare con coppie che non vivevano in Italia (o che per vari motivi in quel momento non erano insieme sotto lo stesso tetto) e aver la stessa efficacia di una terapia in studio.

Inoltre con persone che pongono in essere atti autoconservativi o comunque con patologie particolarmente severe la terapia on line è da evitare. La stessa cosa vale per il trattamento EMDR a meno che non siano pazienti con i quali abbiamo già lavorato (e stiamo solo facendo una parte del percorso on-line), e quindi il discorso è diverso.

Uso sempre il condizionale non a caso poiché ogni persona è unica, quindi bisogna valutare soggettivamente, caso per caso.

Ci sono persone poi che per i motivi più disparati non accettano a priori tale modalità. Consiglio sempre di provare (così ci si può ricredere).

Se invece la resistenza è forte allora lasciamo perdere:inutile iniziare una terapia con un “freno a mano tirato”.

  • È efficace? Moltissimi sono gli studi (soprattutto svedesi e Israeliani) che dicono…si è efficace tanto quanto il percorso in studio (a volte anche di più!).

Quindi non resta che trovare il terapeuta e ….provare!

Dott.ssa Sabina Natali, Psicologa, Psicoterapeuta Torino
C.so IV Novembre, 8.
E-mail: info@natalipsicologatorino.it
Tel: 338/3052197