Come dire ai figli che vi state separando?

Uno dei problemi ricorrenti nelle coppie che vedo nel mio studio di Torino e che hanno deciso di separarsi, consiste nel come comunicarlo ai figli. Arrivare di comune accordo (quasi) “serenamente” a questa decisione è già un percorso molto complicato e che porta con sé notevole sofferenza.

Esserci arrivati significa aver già fatto gran parte del lavoro. Rimane l’ultimo step, a volte paradossalmente il più doloroso di tutti: come dire ai nostri figli che ci stiamo separando? Spesso infatti sono proprio questi ultimi che, come si dice in linguaggio tecnico, vengono triangolati (messi in mezzo) nelle discussioni tra i genitori, ovvero utilizzati come “armi per ferirsi” o peggio come “ riscatto” per  avere le attenzioni di un coniuge che e’ difficile lasciar andare, oppure un eventuale “risarcimento danni” o maggiori alimenti.

Non necessariamente la terapia porta a una riparazione della coppia (si veda Dottoressa glielo dica lei;. Ovvero la coppia in crisi dal meccanico), ma può anche essere molto utile per arrivare a separarsi dopo un periodo di presa di consapevolezza della relazione e dei sentimenti per il partner, proprio grazie alla presenza di un professionista. Di questo lavoro terapeutico sì avvantaggeranno in prima battuta i figli poiché i genitori saranno arrivati a capire l’impatto che la loro separazione avrà su di loro. Questo anche in relazione alla età che stanno vivendo e alle difficoltà ad essa connessi.

Separarsi come marito e moglie o compagno e compagna non significa separarsi o divorziare come genitori anzi!

Quest’ultimo, in particolare, è il concetto più importante che deve passare ai figli.

Di seguito un “vademecum” su come dare la notizia ai figli. Ovviamente da prendere “con le molle”.

  1. Mamma (e papà) hanno una cosa importante da dirti/vi”.

È sbagliatissimo delegare a un unico genitore il gravoso compito di dare la comunicazione ai figli. Il percorso terapeutico di cui parlavamo prima ha anche lo scopo di “arrivare a far pace” con la competizione tra i coniugi. Nella comunicazione della notizia deve esserci perfetto e assoluto allineamento tra i coniugi ed essa richiede la presenza anche fisica di entrambi.

2. “ Sediamoci tutti insieme sul divano”.

Se la coppia ha più di un figlio è importantissimo che tutti siano presenti alla comunicazione. Il divano non è un luogo scelto a caso, poiché è necessario trovare un luogo tranquillo sia come posto sia come momento della giornata, evitando tale comunicazione se precedentemente ci sono stati degli attriti. Scherzando (perché in terapia anche l’ironia è una potente arma di cambiamento) dico alla coppia genitoriale di prendersi prima una camomilla. E di respirare a fondo….

3. “Dobbiamo dirvi una cosa importante “ .

Qui vengono le “dolenti note”. Cosa dire e come dirlo?Innanzitutto è bene trasmettere calma e tranquillità anche attraverso tono di voce e postura. Non dimentichiamo che secondo gli studi il 93% della comunicazione passa attraverso il non verbale e solo il 7% passa attraverso il verbale. Aggiungiamo che più i bambini sono piccoli più sono in grado di stanare eventuali segnali dissonanti nel nostro modo di dire le cose. Insomma non si può  barare!

4. I contenuti.

A questo punto in realtà le cose si fanno paradossalmente più semplici. Bisogna dire ai figli che mamma e papà non si amano più come un tempo e che dopo averci pensato a lungo hanno deciso di separarsi ma che separarsi come marito e  moglie non significa separarsi come genitori anzi!Avranno due case e dei tempi diversi per stare separatamente con ciascun genitore ma tutte le decisioni che li riguardano verranno prese in modo concorde e a loro non mancherà l’amore di entrambi.

5.Rassicurazione.

A questo punto i figli potranno tentare di “cambiare le carte in tavola” e questo in vari modi:crisi di rabbia, pianti, colpevolizzazioni. Perché le emozioni in gioco sono tante e comunque i figli avranno l’idea di essere parte importante del motivo per il quale i genitori si sono separati. A loro toccherà il compito di rassicurarli, sottolineando che la loro nascita è derivata da una scelta consapevole di entrambi e da un gesto di amore e che mentre l’ amore tra i grandi può finire per i più svariati motivi (anche se non è detto che accada) quello tra i genitori ed i figli non può mai subire lo stesso destino. Si tratta di “partite diverse” che in nessun caso possono vicendevolmente influenzarsi.

E soprattutto i figli non potranno “far tornare insieme” i genitori in nessun modo (anche se purtroppo i figli a volte sono usati proprio per “tenere il coniuge accanto a se”‘).

….

Detto così sembra tutto molto facile.

Purtroppo visto che dietro ai figli spesso si tenta (incautamente ed in modo fallimentare) di celare le nostre sofferenze, è bene rivolgersi a un professionista per riuscire ad arrivare a sedersi sul divano serenamente, in modo tale che questo passaggio non sia solo uno dei tanti che la vita ci pone e dai quali poter uscire più “adulti” e sereni di prima, minori compresi.

Dott.ssa Sabina Natali, Psicologo, Psicoterapeuta Torino
C.so IV Novembre, 8.
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