Inverno. Scena in interno. In un ristorante di Torino nel tavolo accanto al mio due coppie di amici sulla cinquantina, padri e madri. Lei racconta: “Mi rendo conto che dovrei sgridarlo, Lorenzo ha solo 12 anni non può fare quello che vuole, ma io mi sento in colpa. Non lo sgrido perché mi sento in colpa. Tutto qui”. Il marito non interviene, l’altra coppia di amici ascolta con tono comprensivo.

Mi vengono immediatamente in mente gli stili genitoriali, ovvero la modalità con la quale i genitori svolgono le loro funzioni. Per essere ottimale uno stile dovrebbe avere un equilibrio tra controllo, affetto e comunicazione. Nel caso sopra citato, dire sempre si (scarso autocontrollo, elevata accettazione) può creare difficoltà nel bambino o nel ragazzo nel tollerare le frustrazioni. D’altro canto attuare sempre il contrario ovvero dire sempre no (alto controllo, bassa accettazione) potrà rendere difficile nel bambino essere sereno…

Diverse sono le teorie riguardanti gli stili educativi e molto personale la loro applicazione.

Li riassumo qui, con i rischi che ogni semplificazione comporta:

 

  • STILE EDUCATIVO AUTORITARIO: le regole imposte dai genitori sono rigide, senza spiegazione alcuna(“lo fai perché lo dico io”). Si insegna a “onorare il padre e la madre” senza possibilità di confronto.

 

I rischi nel bambino: desiderio di compiacere l’altro per ricevere amore in cambio; difficoltà di socializzazione e possibili comportamenti aggressivi; iperadattamento alle situazioni (possibilità di soffrire di ansia e depressione).

 

  • STILE EDUCATIVO AUTOREVOLE: anche in questo caso si sono stabilite delle regole ma se il figlio non riesce a seguirle il genitore non impone punizioni, ma offre conforto e perdono. Si riesce a far valere l’autorità, valorizzando l’indipendenza. Per questo risulta essere il miglior stile educativo visto che educa i bambini ad essere autonomi, indipendenti, responsabili, capaci di portare avanti le proprie idee e rispettosi delle regole.

 

  • STILE EDUCATIVO PERMISSIVO/INDULGENTE: Chi abbraccia questo stile si relaziona con il figlio come “amico”. E’ aperto al dialogo, affettuoso e pronto a soddisfare le richieste del bambino senza dare regole e modelli di condotta.

 

I rischi nel bambino: mancanza di autodisciplina; sentirsi insicuro ed ansioso per non avere confini e limiti chiari.

 

  • STILE EDUCATIVO TRASCURANTE/RIFIUTANTE: si soddisfano i bisogni primari del bambino (cibo, riparo…) ma si è assolutamente carenti dal punto di vista emotivo. Sono genitori che non riescono a essere una “base sicura” per il loro figlio.

 

I rischi nel bambino: essere dipendente dagli altri, abusare di sostanze e avere scarso controllo sulle proprie emozioni.

 

A tutto ciò si aggiunga il fatto che di solito i genitori non sono sempre d’accordo sullo stile da tenere nei confronti del figlio e proprio da quest’ultimo aspetto derivano i maggiori problemi.

Educare un figlio è come giocare un doppio a tennis: è fondamentale che la coppia genitoriale stia dalla stessa parte del campo per evitare di farsi fare punto dall’avversario che sa bene dove colpire.

Se ci si trova in difficoltà come genitore, farsi aiutare da uno psicoterapeuta familiare è il modo migliore per parlare di altro al ristorante…

 

ORGANIZZAZIONE DEL LABORATORIO

La dott.ssa Sabina Natali, psicologa e psicoterapeuta, nel suo studio di TORINO in C.so IV Novembre, 8 propone 5 incontri della durata di due ore ciascuna (massimo 4 coppie genitoriali).Il percorso breve è mirato ad analizzare gli stili educativi dei partecipanti modificando eventuali errori.

E’ possibile un percorso breve e individualizzato per entrambi i genitori.

Per qualsiasi informazione scrivetemi a: info@sabinanatali.it oppure contattatemi al numero: 338/3052197