“La potenza della parola nei riguardi delle cose dell’anima sta nello stesso rapporto della potenza dei farmaci nei riguardi delle cose del corpo”. (Gorgia 483 a.C. circa – 375 a.C.)

Le canzoni ci dicono sempre molto su noi stessi, non solo ad ascoltarne la melodia ma a leggerne bene i testi.
Una delle più “terapeutiche” al termine di un amore a parer mio è: “Insieme a te non ci sto più” di Franco Battiato.

In una strofa recita: “quando andrò devi sorridermi se puoi, non sarà facile ma sai si muore un po’ per poter vivere“. Credo che in queste poche parole siano racchiusi trattati di psicologia di coppia. Innanzitutto: “quando (IO) andrò “.
Prendere la decisione di terminare un rapporto importante non è mai cosa facile o per abitudine o per paura di rimanere soli o ancora di soffrire (elenco certo non completo).

Così spesso si portano avanti rapporti del cui logorio siamo ben consapevoli ma che al contempo ci rassicurano poiché ai nostri occhi l’alternativa (terminare il rapporto ) sarebbe molto più dolorosa.
Quando, dopo mille sofferenze, la decisione è stata presa “(io andrò”) è perché è avvenuto il riconoscimento della sofferenza dentro di noi. Ma…”non sarà facile“. Il cambiamento passa attraverso il riconoscimento. Se non siamo in grado di dire a noi stessi che stiamo male, che stiamo soffrendo e se non siamo disposti a piangerne allora non potrà avvenire il distacco.

Accettare che un amore sia finito non significa che siamo “falliti” perché “è colpa mia” “no, è colpa tua“. Quando un amore finisce è perché è stata la relazione tra le due persone ad essersi “ammalata” e per guarirla o ci si rivolge ad un professionista o a lungo andare si rischia di contorcersi su tentate e fallite soluzioni che non hanno portato da nessuna parte.
Non ci resta, quando la decisione è stata presa, che accettare tutto ciò e…”non sarà facile lo sai si muore un po’ per poter vivere“. Certo, esiste il tempo della sofferenza, che ha una durata variabile, ma anche il tempo delle domande costruttive, che saranno essenziali per chi verrà dopo.

Cosa ho imparato di me nella relazione con lui/lei?
Cosa sarebbe il caso io cambiassi?
Ci sono dei copioni che si ripetono negli uomini /donne della mia vita?

Perché si assomigliano fondamentalmente così tanto?
E tante altre la cui risposta ci farà “morire un po‘ ” ma per “poter vivere“.

Ho letto da poco in rete una frase che mi ha colpito: “Non odiate la goccia che ha fatto traboccare il vaso poiché è da lì che proviene il cambiamento”.

Anche la fine di un amore può essere una buona occasione per occuparci finalmente di noi e delle nostre sofferenze interiori, che magari accantoniamo da tempo. Non sono poche le terapie che iniziano, nel mio studio di Torino, proprio dalla fine di un amore. E ne escono fiori bellissimi…

Dott.ssa Sabina Natali, Psicologa, Psicoterapeuta Torino
C.so IV Novembre, 8.
E-mail: info@natalipsicologatorino.it
Tel:338/3052197