Piperita Patty: “Gli anni sono come piscine Ciccio. Saltiamo dentro da una parte e poi annaspiamo finché non siamo dalla parte opposta. Come è stato il tuo anno Ciccio?”.

Charlie Brown: “Qualcuno ha fatto uscire tutta l’acqua”.

Il Natale è appena passato e potremmo dire “il più è fatto”. Invece no! C’è ancora il Capodanno dietro l’angolo. Se appartenete alla schiera degli otto milioni e mezzo di single italiani (calcoli però del 2017, secondo l’Istat, quindi, nel mentre, potrebbero anche essere aumentati) il 31 dicembre potrebbe farvi ancora più paura della cena della vigilia di Natale passata con parenti più o meno noti, surfando tra: “Ma il tuo ragazzo (a) ha l’influenza visto che non è venuto?”. O: “Ancora non hai trovato nessuno, ma alla tua età!”. Per non parlare della zia (nonna, cugina, mamma e declinato anche al maschile) che ti dicono: “Perché hai lasciato XXX: era un buon partito (e qui il femminile come si declinerebbe?). Te lo sei lasciata (o) sfuggire”. 

Se siete riusciti a superare tutto ciò adesso siete davanti al domandone: “Cosa farai a Capodanno?”. Qui si apre un mondo, che come due rette divergenti (quelle nelle quali la  distanza aumenta) passa attraverso due questioni: “Cosa veramente vorrei fare?” e: “Cosa mi tocca fare per sopravvivere all’ultimo dell’anno?”.

La seconda domanda deriva da un retaggio socio – culturale sul quale, seppur noto, spenderò due parole. La vita quotidiana è fatta di “a coppia”: dal costo di un viaggio (nel quale le stanze singole sono stra pagate), al ristorante, quando si divide il conto tra amici e la frase classica è: “Sono 80 euro a coppia”, passando da : “Io e Mario andiamo in montagna per le feste. Voi cosa fate? Ah no scusa dimenticavo…Tu cosa farai?”. E via dicendo.

Solitamente l’essere single è visto in antitesi all’essere in coppia. Andiamo all’etimologia della parola antitesi. Il suffisso anti- [dal gr. ἀντί, ἀντι- «contro»] viene usato, nella sua più conosciuta accezione, per significare opposizione, in questo caso proprio all’essere single. E da qui al pensare che essere single sia sinonimo di essere soli (e tristi) è veramente un soffio.

Così non è però. Certo come diceva la pubblicità della famosa marca di gelato: “Two is better”, ma non sempre e non necessariamente. Spesso mi trovo a fare questi ragionamenti con i pazienti che vedo nel mio studio di Torino. Inoltre, essere in due è spesso un buon preservativo per non occuparsi di sé. Non è facile infatti fermarsi a rispondere ad una domanda, banale ma dai risvolti così profondi, che sono proprio quelli che non vogliamo vedere: “Ma io, VERAMENTE COSA VOGLIO?”. Ecco, il Capodanno potrebbe essere l’ottima occasione per rispondere a questa domanda. Quando gli amici più cari chiederanno: “Vieni con noi al: mare/montagna/campagna/in piazza/da zio Gigi a Capodanno visto che sei solo/a”, quello è il vero momento per rispondere (rispondersi). “Ma io lo voglio veramente o vado solo per non stare solo e per non pensare a quella volta in cui e quell’altra nella quale?”. Certo, ci vuole “coraggio” a dire: “No grazie preferisco stare da solo” (che poi abbiamo detto che non si è soli solo perché single) ma se è quello che vogliamo, per un anno (o due o tre, poco importa) che problema c’è?

Ecco allora un mini decalogo…insomma una lista di quelle “al bisogno”, per passare serenamente e felicemente il proprio “Non Capodanno”:

1) ASCOLTATEVI. Questo, preferibilmente, andrebbe fatto sempre, ma almeno nei giorni precedenti al 31 sicuramente. La domanda è quella sopra citata: “Io cosa voglio veramente?”. Ovviamente non si raccontano le bugie, soprattutto a sé stessi e soprattutto alla fine dell’anno.

La prossima volta che andrete in piscina (o al mare, ma l’acqua più fredda non aiuta) fate un bell’esperimento. Mettetevi appoggiati alla corsia, dove toccate, chiudete gli occhi, lasciate andare le braccia davanti a voi e ascoltate il vostro respiro come non avete mai fatto. Non voglio “spoilerare” (come dicono i “giovani”) ma vi accorgerete di una cosa apparentemente strana che sicuramente non avrete mai notato e che vi sta comunicando semplicemente il vostro corpo.

Ecco, questo dovreste farlo sempre, anche fuori dall’acqua. Quando accettate un invito, fate qualcosa etc. fermatevi e domandatevi: “Lo voglio veramente? Oppure sto solo accettando per non stare sola/o? E per non pensare…

2) STATE CON I VOSTRI AMICI. Non però solo per non essere soli. Recuperate qualcuno che volevate sempre vedere ma non siete mai riusciti a incontrare. Andate a prendervi una birra, un aperitivo, una cena o quel che volete. Questa è un’ottima pillola per stare bene. E gli altri amici devono essere quelli “del cuore”, quelli con i quali potete sentirvi al sicuro sempre, anche nei momenti di difficoltà.

3) COCCOLATEVI. Sono sicura che ci siano delle cose che “avete lasciato indietro”. Cose che avreste voluto fare ma che non avete mai avuto tempo (!) di portare a termine. Cose semplici: bere una tisana, guardare un bel film, finire quel libro sul comodino o iniziare quello che vi ispira tanto. Ecco, è proprio il momento di portarle a termine. Perchè, come dice un saggio :“Quando manchiamo noi stessi manchiamo tutto il resto”.

4) SE LA FESTA LA FACESTE VOI? Perché aspettare che siano gli altri ad invitarvi? Questa potrebbe essere proprio l’occasione giusta per organizzare voi una festa, a tema (oppure no). E’ d’obbligo, doveste optare per questa possibilità, invitare solo persone altamente selezionate. Nulla a che fare con i vecchi amici di lui (o lei) magari solo per dimostrare loro che siete bravi a cavarvela da soli, cosi magari la voce arriva all’ex. I vecchi copioni si lasciano nell’anno vecchio. Per quello nuovo solo “cose belle”. Quindi circondatevi di persone a cui tenete . E se proprio non doveste identificare nessuno che vi aggrada, beh una persona esiste sicuramente: voi stessi!

5) FATE UNA LISTA. Prendete carta e penna e calamaio (niente computer o device tecnologici, solo la cara vecchia stilografica) e fate delle liste. Su come farle non mi dilungo perché la rete è piena di “consigli”. Qui solo un piccolo suggerimento, anzi due. Pensate bene a cosa scrivere (perchè non serve per passare il tempo ma poi dovrete mettere tutto in pratica) e che sia breve (per lo stesso precedente motivo).

E visto che ci stiamo avvicinando al Capodanno, un pò di leggerezza non guasta. Per questo vi lascio con una chicca dei Peanuts. Che sia il vostro anno!

“Lucy: Eccolo ! Eccolo! Eccolo!Questo è il mio anno!Sarà tutto mio!Questo è il mio anno!

Charie Brown: “E cosa succede di tutti noialtri?”

Lucy:”Niente!State fuori dal mio anno”.

come sopravvivere al Capodanno da single, Psicologo, Torino
Dott.ssa Sabina Natali, Psicologa, Psicoterapeuta Torino
C.so IV Novembre, 8.
E-mail: info@natalipsicologatorino.it
Tel:338/3052197