Terapia EMDR Torino

“Il tuo passato può influenzare il tuo presente, ma non deve necessariamente decidere del tuo futuro” (F.Shapiro).

natali-psicologa-torinoL’EMDR è riconosciuto, oltre che dal Ministero della Salute, dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, dall’American Psychological Association, dal National Institute of Clinical Excellence, che lo hanno validato attraverso l’osservazione clinica e la ricerca scientifica.

Personaggi del mondo dello spettacolo, avendo trovato da essa beneficio, lo hanno portato in auge ma ricordiamo che esso è uno strumento molto potente e pertanto sarà il terapeuta, opportunamente formato, a decidere quando e se utilizzarlo durante il percorso terapeutico della persona che chiede aiuto.

Come funziona

In situazioni di forte trauma (in gergo definito “T grande”) in cui è messa a repentaglio la vita della persona che lo subisce (o di qualcuno cui si è particolarmente legati), come ad es: lutti, incidenti stradali, abusi, malattie, catastrofi naturali etc., oppure di traumi ripetuti nel tempo (“t piccoli”, che sono prevalentemente relazionali) la capacità di gestire la situazione da parte della nostra mente e del nostro cervello può venir meno. Il trauma così non viene elaborato ed integrato con il resto delle esperienze di vita. É come se tutto (immagini, odori, suoni…) fosse rimasto congelato al momento dell’evento e/o degli eventi.

I vari protocolli EMDR (specifici per ciascuna situazione), aiutano la persona a sciogliere quella sofferenza, reintegrandola. Tutto ciò non deve essere confuso con l’ipnosi poiché la persona che si rivolge a noi rimane sempre vigile e parte attiva del processo.

Quando si usa

É rivolto ad adulti, adolescenti e bambini.

Le aree di intervento sono ampie:

  • Eventi singoli molto stressanti (fallimenti, bullismo, lutto, aborto, incidenti stradali, catastrofi naturali, suicidi…);
  • Episodi traumatici durante l’infanzia che però esprimono i suoi effetti ancora nel presente (atti di bullismo, abbandono, violenza fisica e/o verbale da parte di uno o entrambi i genitori, aver subito costati rimproveri, etc.);
  • Eventi traumatici estremi, anche come “spettatore”;
  • Professionisti che lavorano a stretto contatto con la morte o con la malattia (medici, infermieri, responsabili della sicurezza, pompieri, soccorritori etc.).

Durata del trattamento

Difficile dare una previsione poiché le variabili che entrano in campo sono moltissime. Può durare poche sedute (soprattutto se il trauma è molto importante e singolo) oppure il tempo può prolungarsi soprattutto nei casi in cui i singoli traumi sono avvenuti in età infantile. Oltre, ovviamente, alla reazione del singolo.

Sarà il terapeuta, insieme al cliente, a valutare quando e se applicare il protocollo.

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